Here we are…

Mi chiamo Davide Rizzo, sono nato nel 1976 e non sono un fotografo. Sono un cazzaro della fotografia, un dilettante perchè fotografo per diletto, mi piace dire che “fotografo in libertà”.

Non accetto di fare servizi fotografici su commissione (sì giuro, c’è stato anche chi ha avuto il coraggio di chiedermeli), perché sarebbe una limitazione alla mia libertà di fotografare ciò che mi piace.

Ho iniziato a fotografare nel secolo scorso, che detta così sembra una cosa molto fica e sensazionale ma in effetti era il 1997. La mia prima macchina fotografica fu una Yashica analogica che morì circa 4 anni dopo, annegata nello spumante che una cretina le rovesciò sopra.

Nel 2002 il passaggio al digitale: il momento della Sony Mavica CD400, praticamente un masterizzatore di mini cd con appiccicato un obbiettivo fotografico. Non mi credete? eccola qui.

Io ricordo solo che spesi 900 euro per sta macchina che aveva un sensore da 4 megaPixel, scattavo e masterizzava la foto su cd… quindi una foto ogni 10 secondi, se non si incartava il disco.

Nel 2006 decido che è arrivato il momento di farmi una reflex e mi compro una Canon 400D con un 18-55 e successivamente anche un 70-300 non stabilizzato (figurati!!!) entrambi della Canon.

Da quel momento inizio a fotografare di tutto e ad appassionarmi seriamente alla fotografia. Complice anche la vicinanza dell’aeroporto di Orio al Serio, famoso per essere l’aeroporto dei viaggiatori poveri, iniziano i miei viaggetti in Europa sempre accompagnato dalla fedele 400D. Scopro il piacere di fotografare per conservare ricordi ma anche il piacere nella ricerca di inquadrature insolite, giochi di luce. Grazie alla possibilità di viaggiare mi appassiono ai paesaggi sia essi urbani che naturali, agli stili architettonici delle capitali dell’est, i paesaggi dei nostri parchi naturali.

Sarà proprio uno di questi viaggi che scoprirò un tipo di fotografia che mi terrà occupato per qualche annetto. Durante il primo viaggio a Cracovia (ci sono tornato varie volte in seguito) ho visitato il tristemente famoso campo di concentramento nazista di Auschwitz-Birkenau. Fu allora che mi resi conto dell’impatto emotivo che può trasmettere un luogo col suo carico di storia. Da quel momento ho iniziato a sentire il desiderio di andare alla ricerca di luoghi abbandonati, edifici o interi paesi , ritrarre le case o gli oggetti che di volta in volta trovavo all’interno , dettagli che raccontavano la storia di quei luoghi. Nel corso di anni ho fotografato (praticamente sempre illegalmente) ex manicomi, colonie estive di epoca fascista, hotel chiusi dalla fine del secondo conflitto mondiale, il primo casinò d’Italia, fabbriche, parchi di divertimento, interi paesi abbandonati del nord e centro Italia.

Soddisfatta questa mia voglia di esplorazione, da circa tre anni sono ritornato a dedicarmi con passione alla fotografia paesaggistica anche grazie ad un bellissimo viaggio on the road nella west coast degli USA affrontato in compagnia di mio padre nel 2016.

Un paio d’anni fa ho deciso di fare il grande salto verso una full frame, ho scelto una Canon 6D che mi dà tante soddisfazioni.

Al termine dell’estate del 2016 Bergamo fu protagonista di un’importante iniziativa. Per sostenere la candidatura delle mura di Città Alta a Patrimonio Unesco fu organizzato l’abbraccio delle mura: 12 mila persone si abbracciarono lungo tutto il perimetro e fu record! Qualche giorno prima dell’evento sottoposi all’organizzazione la mia candidatura come fotografo della manifestazione, mandai qualche mio scatto e nel giro di qualche ora mi confermarono nel team di fotografi ufficiali dell’evento. Fu un’esperienza bellissima.

Progetti per il futuro?

Imparare a fotografare!!!